Solo Sua – Bisogni complementari

Donna nuda in penombra con la sigaretta accesa in mano

Ti è stato dato un dono maligno.

Ti è stato dato un potere perfido.

O forse è a me che è stato inflitto un bieco destino.

Colui che ha deciso di posarci sulla terra in questo modo, in cui io sono preda e tu cacciatore, deve essersi fatto grasse risate.

O per lo meno deve aver avuto uno strano senso dell’opportuno.

A me ha inculcato il desiderio lacerante contro il quale la ragione combatte, sapendo di giocare una sfida persa in partenza.

Eppure non mollo, mi aggrappo alle mie difese per timore di perdere il contatto con il reale nonché la mia dignità, la mia integrità.

Non ridere, e non mi dire puttana solo perché alla tua mercé finisco sempre per essere la tua sgualdrina. Non è ciò che sono per davvero e non sarebbe ciò che finirei col diventare se tu non avessi il potere di rendermi tale.

Quando ogni cosa dentro me grida pericolo mi aggrappo con le unghie e con i denti anelando i tuoi occhi. Col tuo fare mi paralizzi, mi geli i pensieri.

Mi domando solo se tu te ne renda conto.

Dev’essere il tuo odore, il tuo sguardo, il tuo atteggiamento sprezzante, o forse l’alone di fierezza del quale ti sei avvolto.

A causa di questo colei che è della mia stessa natura viene investita dal bisogno e dalla paura del tuo contatto, di una tua parola, sapendo che sarà probabilmente amara da ingoiare.

Per femmine come me sono sufficienti pochi istanti per capire cosa sei.

Che io sia dannata se ti renderò facile calpestarmi.

Lo so che in un luogo nascosto della tua anima te ne importa, che in fondo non sei così cattivo. Ma il tuo piacere chiama come il mio, ti offusca il senno, mentre ti fa comprendere straordinariamente bene le mie necessità. La brama, il bisogno imperante che ho del tuo saper essere sadico e maestro in un modo divino.

Questo è il tuo ambito dono, che mi fa schiava di una sete profonda e inconfessabile.

Le mie lacrime non sono quelle del dolore, ma quelle della sconfitta, di quell’essere dentro me che prega di non cedere per te ancora una volta.

Tu lo sai e ne godi. Godi della tua vittoria, ne sei tossico.

Ogni battaglia vinta ti sprona ad ingaggiarne una nuova, a lasciarmi stupita e senza fiato ogni volta.

Più potere ottieni, più ne desideri.

Il tuo dono, ma anche la tua condanna, così come la mia.

Non sei mai preso dal dubbio? Non pensi mai alle ferite inferte prima di spargervi sopra il sale?

Continua…

 

 

 


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